|
Sfiorare, tastare, toccare, premere, stringere. Quanti modi, che non si esauriscono qui, per esprimere il gesto della mano. E ancora: scaldare, raffreddare, irradiare, assorbire, quando l’esito del gesto diventa meno visibile, ma percepibile dalla pelle di chi riceve il contatto.
E così la mano assume il ruolo di chi protegge, sostiene, coccola, consola, condivide, partecipa, ama, ma anche di chi chiede protezione, consolazione, condivisione, partecipazione, amore.
Il linguaggio del corpo è sincero, veritiero, trasparente; i suoi segnali sono univoci che trasmettono a chi li sa leggere informazioni sulla sua storia, sulle sue emozioni. Le nostre emozioni modellano il nostro corpo, nei muscoli è depositata l’energia dei nostri sentimenti che a volte, creano un disagio, una stanchezza, un dolore che perdurano nel tempo. L’operatore che si occupa del benessere dell’altro, della sua salute ha la necessità di riconoscere questo linguaggio e di interpretarlo più vicino possibile alla natura intima della persona.
Così l’intervento diventa più mirato ed efficace. |